
Questa notte sei venuta a trovarmi in sogno… non era mai successo, non così.
Ho paura che questo sogno svanisca e prima che succeda devo scriverlo da qualche parte, perché ne resti qualcosa per sempre.
Ormai sono passati anni da quando te ne sei andata e per giustificare il fatto che fossi ancora viva, la mia mente ha creato una fantomatica adozione della quale non mi sono minimamente curato per quanto ero felice di sapere che eri viva.
Nel sogno avevo un sacco di impegni impellenti che dovevano tenere impegnato e lontano dalla ricerca di te, ma li ho evitati tutti e alla fine sono riuscito a raggiungere il posto dove ti avevano dato in adozione, dove una signora sulla cinquantina mi stava aspettando.
Era la tua nuova mamma e mi stava dicendo che stavi bene, indicandomi la porta oltre la quale c’eri tu… e c’eri.
Diversa da come ti ricordavo e quindi ancor più reale… più brizzolata, con una zampa in meno e gli occhi ormai completamente ciechi.
Ma mi hai riconosciuto… hai scodinsolato e ti sei messa a pancia all’aria per farti fare i grattini… era tutto così reale che mi ho pianto di gioia ed è stato quel pianto a svegliarmi.
Avevo il viso rigato dalle lacrime ed eri sparita.
Non so descrivere quello che ho provato e quello che provo, un mix di tristezza e felicità che non so descrivere, ma in tutto questo una cosa mi resta, la gratitudine infinita per averti rivista e riabbracciata.
Inutile che lo dica, e non me ne frega niente di chi dice che esagero perché sei solo un cane, ma quella ferita ancora sanguina e manchi cazzo, manchi da morire.
A presto amica mia.
