
Uno dei miei grandi difetti, soprattutto al giorno d’oggi, è secondo me la bontà. Non parlo della bontà d’animo e della gentilezza, bensì dei gesti e degli atteggiamenti che ho nei confronti di chi mi circonda.
Purtroppo molto spesso pecco di questo difetto, ne sono consapevole e in molti me lo fanno notare. Intendiamoci, la bontà non è qualcosa di “brutto”, ma sicuramente dispensata indiscriminatamente può essere un’arma a doppio taglio.
Molti poi confondono la bontà con l’essere deficienti o deboli, ma non è così.
Essere buoni nei gesti, anche quando le persone fondamentalmente non lo meritano, è causato da un mix di rispetto, educazione e carattere che possono indurre a non agire secondo giustizia.
Sono un sostenitore della politica dell’occhio per occhio ed ogni volta che non emerge la mia “cattiveria” cado in contraddizione. Cosa che tra l’altro detesto profondamente.
A questo punto, visto che non sono più un ragazzino, vi chiederete perché non cambio, non reagisco diversamente o perché non rispondo per le rime ad ogni persona. Beh la risposta è semplice: non ne vedo il motivo.
Servirebbe? Cambierebbe l’idea di quella persona? Riuscirei a far valere concretamente e non solo per un istante le mie idee? La risposta è quasi sempre no. Non è debolezza di carattere se non si aggredisce o si urla.
Dal mio punto di vista, molte volte ci vuole più carattere per restare calmi e rispondere pacatamente.
Il Lupo
